Aug 24 2014

Ferguson, Twitter e la nascita di un movimento globale?

fergusonMIl

Quanto successo (e sta succedendo) a Ferguson è interessante per almeno 3 ragioni dal punto di vista della comunicazione e dell’attivismo. 1) Per come i social hanno diffuso informazioni sul campo e organizzato proteste  2) per come hanno costruito una contronarrazione formidabile alla storia e all’immaginario proposto inizialmente dal blocco autorità/media mainstream (basti pensare alla contrapposizione tra i poliziotti buoni proposti dalle serie tv e i robocop che urlavano di andare a quel paese ai manifestanti a Ferguson; ma anche alla critica, divenuta campagna virale spontanea, della foto della vittima usata dai media) 3) per come le proteste a Ferguson hanno avuto una sponda internazionale, da Gaza a Gezi all’Ucraina, ricollegandosi a quello che sembra ormai la testa di un vero movimento globale. Significativo il fatto che per la prima volta questo movimento si sia mosso in direzione opposta alla solita (che andava dalle “democrazie” ai regimi mediorientali o dell’Est).

Si potrebbe aggiungere anche il dibattito sul diverso ruolo giocato da Twitter/Facebook, e la riflessione su quanto la neutralità di una piattaforma (anche nel senso dell’algoritmo) possa incidere sulla democrazia.