Sep 21 2014

Silk Road, è già pronta la serie tv

ulbricht

La storia del più famoso mercato online della droga sbarca sulla tv americana. Il canale via cavo Spike ha infatti comprato Deep Web, una serie tv che racconterà la vicenda diSilk Road e del suo presunto fondatore Ross Ulbricht,arrestato lo scorso ottobre dall’Fbi con accuse molto pesanti legate al traffico di stupefacenti, al riciclaggio di denaro e alla gestione di una sorta di cartello della droga del Dark Web (è stato anche accusato di aver commissionato online alcuniomicidi, mai realmente eseguiti però a quanto pare).

La serie – attualmente in fase di sviluppo – si basa sulla storia di copertina che la rivista Time dedicò nel 2013 alla Via della Seta, e su come un piccolo drappello di informatici e nerd – capitanati dalla fantomatica e leggendaria figura di Dread Pirate Roberts cioè, secondo l’accusa, dal trentenne texanoRoss Ulbricht – avrebbe messo in piedi una eBay dell’illegalità appoggiandosi da un lato sulle dartknet anonime di Tor e dall’altro sulla moneta elettronica decentralizzata e pseudoanonima bitcoin. Secondo gli atti di indagine dell’Fbi, tra il febbraio 2011 e il luglio 2013 Silk Road avrebbe facilitato oltre 1 milione di transazioni per un totale di quasi 80 milioni di dollari di commissioni.

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Aug 6 2014

Silk Road, la difesa contesta le indagini

ulbricht

Ross Ulbricht non ci sta a passare per un Pablo Escobar in salsa digitale. Il giovane texano arrestato lo scorso ottobre con l’accusa di essere Dread Pirate Roberts, ovvero il fondatore e boss di Silk Road, il più popolare bazar del Deep Web su cui venivano scambiate anche droghe di tutti i tipi, si sta giocando quelle che probabilmente sono le sue ultime carte buone. In questi giorni la sua difesa ha presentato un’istanza – pubblicata da Wired.com – corredata da una corposa relazione, in cui prova a ribaltare l’impianto accusatorio degli inquirenti, facendo dell’indagine un caso esemplare di come lo Stato possa abusare dei suoi poteri investigativi, anche alla luce della sorveglianza elettronica di massa emersa con il Datagate.

Del resto, i sostenitori di Ulbricht, che si dichiara innocente, lo avevano promesso già mesi fa: “Si tratta di un caso storico il cui risultato impatterà sulle nostre vite – è scritto sul sito del fondo ufficiale per la difesa del ragazzo – Infatti stabilirà un precedente su questioni come: la privacy in internet, sia personale che finanziaria; l’autonomia in Rete; l’interferenza del governi e la loro invasività, sia online che offline; il controllo governativo del commercio”.

Ora la difesa esce allo scoperto brandendo come arma il quarto emendamento della Costituzione americana, che proibisce sequestri e perquisizioni ingiustificati, e che prevede la presenza di un mandato sostenuto da “causa probabile”, cioè dalle ragioni per cui si crede sia stato commesso un crimine.

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Jul 21 2014

La dura vita del mercato della droga online

(Articolo ottobre 2013)

Dopo Silk Road anche BlackMarket Reloaded era sparito per un furto di codice. Salvo ricomparire subito dopo e perfettamente funzionante. Tanto che abbiamo fatto anche acquisti..

È dura la vita dei mercati neri del deep web. Se non è l’Fbi a chiuderli proprio mentre sono all’apice del loro successo, come è avvenuto con Silk Road, può capitare che un collaboratore prenda il codice del sito e lo pubblichi su un forum tedesco. È quanto successo a BlackMarket Reloaded, il concorrente più in vista della Via della Seta, che giovedì scorso aveva chiuso i battenti per una fuga di informazioni; e che tuttavia, dopo soli due giorni, con un nuovo colpo di scena, ha riaperto. A dimostrazione che il mondo delle darknet è particolarmente instabile, i siti cambiano di indirizzo spesso, chiudono, a volte riappaiono, a volte spariscono nel nulla con i soldi degli utenti.

Non è stato però il caso di BlackMarket Reloaded che ha gestito la crisi sfoderando una corporate reponsibility, se così si può chiamare, da far invidia alle aziende che lavorano alla luce del sole. Infatti nel momento della chiusura, quando sembrava che Bmr sarebbe sparito dalla scena per almeno alcuni mesi, i singoli utenti hanno potuto chiedere indietro i soldi depositati sui propri account. Anche se poi l’emergenza è rientrata.

Jul 21 2014

Chiuso Silk Road, il più grande portale di droghe online

(Articolo ottobre 2013)

La chiusura, l’arresto del signore della droga del Web, gli errori del suo fondatore, le reazioni degli utenti. Cosa sta succedendo nel Deep Web?

“Abbiamo vinto la guerra contro le droghe mossa dallo Stato”. Non gliel’hanno perdonata, questa frase, aDread Pirate Roberts. Era lo scorso agosto e il boss di Silk Road, il più grande e popolare sito di ecommerce del Deep Web, dove venivano smerciati anche stupefacenti di ogni tipo, faceva qualcosa di inaudito. Rilasciava una lunga e dettagliata intervista a Forbes. Dove tra le altre cose si prendeva beffe, indirettamente, delle forze dell’ordine e professava apertamente la sua ideologia anarcolibertaria, tanto da apparire un giovane cyberattivista della West Coast più che un incallito signore delle droghe. Ebbene, ieri abbiamo scoperto che un ragazzo californiano lo era davvero. E che al tempo della ormai famigerata intervista, l’ Fbi gli stava già addosso.

Ieri infatti i federali hanno sequestrato  Silk Road, l’eBay del Dark Web, cioè di quella parte di Internet costruita sulla Rete di anonimizzazione Tor, che rende i suoi siti e servizi, nonché chi la naviga, irrintracciabili e invisibili ai normali utenti. Chi ieri si collegava, come abbiamo fatto anche noi di Wired, rigorosamente via browser Tor, all’indirizzo del sito di ecommerce trovava una schermata con i loghi di varie agenzie investigative americane e la scritta: “Questo sito nascosto è stato confiscato dall’Fbi”.

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Jul 21 2014

Non si può fermare il Dark Web

(Articolo novembre 2013)

È il lato criptato di Internet, nascosto all’ombra della rete Tor. Ospita siti criminali, certo, ma soprattutto hacker e refrattari al Web 2.0. Ci siamo entrati

È il 4 agosto 2013. Il bubbone sui programmi di sorveglianza elettronica della Nsa è appena scoppiato. L’élite informatica è distratta dal Defcon di Las Vegas, la conferenza di hacker. E all’improvviso mezzo Dark Web (o Deep Web), l’internet anonimo e cifrato nascosto sotto gli strati della rete Tor, si oscura. L’Fbi ha compromesso uno dei maggiori fornitori di servizi per siti anonimi, Freedom Hosting, perché ospitava anche pedopornografia. E i federali hanno usato la piattaforma infettata per poi cercare di colpire gli utenti che visitavano i suoi siti e carpirne le identità attraverso una vulnerabilità del browser. È il più ampio attacco mai mosso contro il Dark Web: mentre nel “ventre di internet” si diffonde il panico, oltre metà dei suoi siti, compresi vari strumenti per comunicare senza essere tracciati, vanno offline. Persi per sempre. Nei giorni successivi, tra bacheche che si riempiono di avvisi allarmistici, grida al complotto e forum che traboccano di “chi l’ha visto?”, gli amministratori rimasti iniziano a rimettere insieme i cocci. Si fa la conta di chi è sopravvissuto e di chi sta già risorgendo. Tra chi prova a diffondere informazioni utili c’è Kane (nick cambiato, come gli altri a seguire), un tedesco di circa quarant’anni. Mette in piedi, raggiungibile solo via Tor, un sito di notizie sul Dark Web, Onion News.

È la Gazzetta dell’internet segreto, e riscuote subito un certo successo.

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