Jul 21 2014

Bitcoin non è il paradiso dei terroristi e della criminalità organizzata

Un simile allarme è sostanziato da fatti concreti? Da dati specifici? Poiché questi dati non ci sono, o almeno finora non sono emersi, proviamo a fare il punto della situazione

bitcoin

Le sirene sono suonate ieri. “Allarme Bitcoin”; la moneta virtuale rischia di finanziare riciclaggio, mafia e terrorismo; le transazioni non sono tracciabili; “l’emergenza è già scattata”, titolavano molti media italiani, alcuni dei quali non avevano quasi mai trattato l’argomento prima di allora. Ma cosa era successo per scatenare un simile pandemonio? Siamo improvvisamente circondati da terroristi e cartelli internazionali della droga che si sono messi a smanettare con le criptovalute?

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Jul 21 2014

Inside the $1 million Bitcoin ransomware scams

Encrypting your files is a good security practice—except when someone else is doing it for you, with no good intentions at all.

Such is the case with ransomware, a type of fraudulent malware that locks the users out of their precious computer files, and demands a ransom to decrypt them again. The use of this scam is on the rise, as digital hostage-takers rake in fortunes.

To estimate the profits of this kind of market is not an easy task because most of ransoms are paid in Bitcoin, the peer-to-peer decentralized electronic currency system. One of the main characteristics of Bitcoin is the ability to obscure users’ identities. Anyone can send and receive bitcoins without giving any personally identifying information. Instead of names or email addresses, a so-called wallet addresses—a string of arbitrary numbers—is used to move funds.

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Jul 21 2014

Bitcoin, la criptomoneta sbarca in Italia come si usa e quali rischi si corrono

(articolo novembre 2013)
Mentre apre i battenti la prima associazione per promuovere l’uso della moneta virtuale in Italia, aumentano i negozi che accettano questa valuta nel nostro Paese. Ecco cosa è, come funziona e a cosa bisogna stare attenti

I cinesi ci si sono buttati a capofitto; gli americani, a partire dal governatore della Federal Reserve Ben Bernanke, li considerano “promettenti” a lungo termine, anche se ancora non privi di rischi; i canadesi a Vancouver hanno aperto un bancomat che permette di comprarli e venderli in piedi a uno sportello. Insomma, i bitcoin stanno diventando “popolari”, almeno sui media e nella percezione pubblica.

Stiamo parlando della più nota moneta virtuale e decentralizzata, nata su internet nel 2009, e basata fondamentalmente su due principi: un network di nodi, cioè di pc, che la gestiscono in modalità distribuita, peer-to-peer; e l’uso di una forte crittografia per validare e rendere sicure le transazioni.

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Jul 21 2014

ADDIO EURO pago in bitcoin

(Articolo febbraio 20133 per l’Espresso)

Niente banche centrali, niente speculazioni. È la moneta digitale usata ormai da un milione di utenti della Rete. Per acquisti virtuali o reali 

L’appuntamento è in un bar in centro. Servono solo dei contanti e un pezzo di carta su cui abbiamo stampato un codice che servirà a verificare la transazione. Appena i 50 euro prestabiliti passeranno in mano allo sconosciuto da noi contattato online attraverso un apposito sito, lui digiterà un sms sul suo cellulare e noi avremo accreditati 4,0220 bitcoin. Entrando così, non senza una spruzzata di atmosfera cyberpunk, nel complesso mondo della moneta elettronica più misteriosa e promettente mai creata. L’incontro faccia a faccia con un venditore di bitcoin, reso possibile da siti come Localbitcoins.com, è però solo uno dei modi – indubbiamente il più folcloristico – per comprare questa “criptovaluta”. Che nel giro di pochi anni ha creato in Rete un’economia alternativa. Sebbene odori ancora di vicolo malfamato. Eppure il suo funzionamento non è affatto oscuro: si tratta infatti di una valuta totalmente elettronica e basata su Internet; indipendente, nel senso che non è coperta da altre monete o materie prime; senza una banca centrale responsabile, perché decentralizzata attraverso una rete p2p, gestita dunque dai suoi stessi utenti; e soprattutto open source. Non ha quindi nulla di segreto. Il prefisso “cripto” si riferisce più che altro all’utilizzo della crittografia per garantire il corretto svolgimento delle transazioni, evitando imbrogli. 

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