Jul 21 2014

ADDIO EURO pago in bitcoin

(Articolo febbraio 20133 per l’Espresso)

Niente banche centrali, niente speculazioni. È la moneta digitale usata ormai da un milione di utenti della Rete. Per acquisti virtuali o reali 

L’appuntamento è in un bar in centro. Servono solo dei contanti e un pezzo di carta su cui abbiamo stampato un codice che servirà a verificare la transazione. Appena i 50 euro prestabiliti passeranno in mano allo sconosciuto da noi contattato online attraverso un apposito sito, lui digiterà un sms sul suo cellulare e noi avremo accreditati 4,0220 bitcoin. Entrando così, non senza una spruzzata di atmosfera cyberpunk, nel complesso mondo della moneta elettronica più misteriosa e promettente mai creata. L’incontro faccia a faccia con un venditore di bitcoin, reso possibile da siti come Localbitcoins.com, è però solo uno dei modi – indubbiamente il più folcloristico – per comprare questa “criptovaluta”. Che nel giro di pochi anni ha creato in Rete un’economia alternativa. Sebbene odori ancora di vicolo malfamato. Eppure il suo funzionamento non è affatto oscuro: si tratta infatti di una valuta totalmente elettronica e basata su Internet; indipendente, nel senso che non è coperta da altre monete o materie prime; senza una banca centrale responsabile, perché decentralizzata attraverso una rete p2p, gestita dunque dai suoi stessi utenti; e soprattutto open source. Non ha quindi nulla di segreto. Il prefisso “cripto” si riferisce più che altro all’utilizzo della crittografia per garantire il corretto svolgimento delle transazioni, evitando imbrogli. 

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