Chiuso Silk Road, il più grande portale di droghe online

(Articolo ottobre 2013)

La chiusura, l’arresto del signore della droga del Web, gli errori del suo fondatore, le reazioni degli utenti. Cosa sta succedendo nel Deep Web?

“Abbiamo vinto la guerra contro le droghe mossa dallo Stato”. Non gliel’hanno perdonata, questa frase, aDread Pirate Roberts. Era lo scorso agosto e il boss di Silk Road, il più grande e popolare sito di ecommerce del Deep Web, dove venivano smerciati anche stupefacenti di ogni tipo, faceva qualcosa di inaudito. Rilasciava una lunga e dettagliata intervista a Forbes. Dove tra le altre cose si prendeva beffe, indirettamente, delle forze dell’ordine e professava apertamente la sua ideologia anarcolibertaria, tanto da apparire un giovane cyberattivista della West Coast più che un incallito signore delle droghe. Ebbene, ieri abbiamo scoperto che un ragazzo californiano lo era davvero. E che al tempo della ormai famigerata intervista, l’ Fbi gli stava già addosso.

Ieri infatti i federali hanno sequestrato  Silk Road, l’eBay del Dark Web, cioè di quella parte di Internet costruita sulla Rete di anonimizzazione Tor, che rende i suoi siti e servizi, nonché chi la naviga, irrintracciabili e invisibili ai normali utenti. Chi ieri si collegava, come abbiamo fatto anche noi di Wired, rigorosamente via browser Tor, all’indirizzo del sito di ecommerce trovava una schermata con i loghi di varie agenzie investigative americane e la scritta: “Questo sito nascosto è stato confiscato dall’Fbi”.

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